"Non servono tante penitenze esteriori - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti -, ma serve la penitenza del cuore contrito e umiliato, il sorriso a una persona antipatica, il fiore regalato a chi ci ha fatto del male, la gioia del dono in una situazione difficile. Tutto questo, inizia ad essere un esercizio di vita interiore, che fa guardare con molta più attenzione al mistero della grazia che, comunque, si riversa su di noi ed è il mistero della Pasqua verso cui stiamo camminando"
"Ho voluto leggere tutto ciò come un riconoscimento per quello che noi sacerdoti facciamo, in maniera continuativa, assicurando l’impegno educativo-formativo a supporto dei giovani e delle famiglie"
"Solo se se saremo in grado di uscire - avverte don Francesco Soddu -, si riuscirà ad offrire dei luoghi di accoglienza che non siano cittadelle apparentemente aperte, che rischiano di accogliere qualcuno per respingerne altri. Solo se saremo in grado di vivere il disagio dell’apparente inutilità delle nostre opere, costruiremo locande in grado di profumare di accoglienza e di calore umano"
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