Il nucleo narrativo della mattinata di lavori sarà la discussione nel campo della comunicazione e dell’informazione in merito al racconto delle povertà e delle fragilità sociali che quotidianamente sono presenti nelle nostre comunità.
"Certo - ammette l’arcivescovo valentinetti -, condividere il bene e l’abbondanza che fino ad oggi abbiamo avuto solo per noi, probabilmente è un’operazione difficile, ma dobbiamo avere uno sguardo lungo, orientato al bene comune"
"Non servono tante penitenze esteriori - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti -, ma serve la penitenza del cuore contrito e umiliato, il sorriso a una persona antipatica, il fiore regalato a chi ci ha fatto del male, la gioia del dono in una situazione difficile. Tutto questo, inizia ad essere un esercizio di vita interiore, che fa guardare con molta più attenzione al mistero della grazia che, comunque, si riversa su di noi ed è il mistero della Pasqua verso cui stiamo camminando"
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