"Prima della pandemia - osserva Alessandra Augelli, docente di pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza -, eravamo convinti che riempire l’agenda di appuntamenti fosse un bene per arricchire la vita pastorale delle parrocchie. Dobbiamo ripartire dal coraggio per stare di fronte alle domande di senso. Il vuoto, la malattia, la morte. La cosa più bella è iniziare dalla ricerca che non va contro la credibilità dell’essere cristiano. Non dobbiamo aver paura di condividere la ricerca. Il catechista scopre alcune cose stando insieme. A volte il riempire tutto di programmi e contenuti fa prevalere la logica umana che si basa su saperi e quantità. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo che ribalta le priorità e scompagina i piani"
"L’uomo vecchio - denuncia Previte -, disabile, acciaccato, rottame umano deve morire: «Ma non è eutanasia? Non è assurdità per un Paese civile? Purtroppo, i diritti dei deboli sono considerati diritti deboli, come sottolinea il cardinale Tettamanzi, ma l’uomo resta sempre una creatura del Dio che ci ha creati ed a Lui apparteniamo"
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