"Occorre una bioetica globale – sollecita monsignor Paglia -, improntata all’etica della fraternità, per affrontare le sfide delle cosiddette tecnologie emergenti e convergenti – ossia le nanotecnologie, le biotecnologie, le tecnologie dell’informazione e le scienze cognitive – ed evitare sia il rischio del riduzionismo dell’umano, sia l’altro ancor più pericoloso di sostituzione dell’umano"