"Noi – esorta monsignor Valentinetti - dobbiamo cercare Gesù e l'opera più autentica per farlo è la nostra fede. Dobbiamo recuperare fortemente la nostra fede in Dio Padre, in Dio Figlio, in Dio Spirito Santo e, recuperandola, abbandonarci volentieri alla volontà del Signore. Perché sicuramente un tempo migliore di quello che stiamo vivendo, il Signore lo sta preparando"
"Per noi la pace non è solo un auspicio – ribadisce il cardinale Zuppi -, ma è la realtà stessa della Chiesa, che germina – come il segno di pace – dall’Eucaristia e dal Vangelo. La Chiesa e i cristiani credono nella pace, siamo chiamati a essere tutti operatori di pace, ancora di più nella tempesta terribile dei conflitti. Durante la Seconda Guerra mondiale la Chiesa era tra la gente e sul territorio"
Si parla tanto d’integrazione - sottolinea il porporato -, ma integrazione non è azzeramento dell’identità e dei volti ma compresenza e, innanzitutto, reciproca conoscenza, valorizzazione e comprensione, non dico accettazione immediata, dei segni, dei simboli, delle tradizioni"