Ascoltando le loro storie - riflette don Marco Pagniello - viene fuori come molte ragazze immigrate, in realtà, siano state letteralmente deportate per farle prostituire legalizzando la loro presenza approfittando delle procedure di riconoscimento. Altre volte accettano di avere gravidanze, per prolungare la presenza mentre gli uomini, dopo il riconoscimento, richiedono il ricongiungimento familiare. Non può non esserci una mente, un’organizzazione, dietro ciò
"Quanti cercano il Signore in posti sbagliati! - esclama l'arcivescovo Valentinetti -. Sapete, tanti ragazzi, ma anche tante persone adulte, lo cercano nei luoghi sbagliati. Quanti lo cercano nella soddisfazione della droga, quanti lo cercano nella soddisfazione dei sensi, quanti lo cercano nel potere, quanti lo cercano nel possedere! Erode era ben responsabile di tutti questi elementi. Ma cercare il Signore significa non accontentarsi della prima risposta, significa forse rimettersi in viaggio"
"Grazie a questa Chiesa di Pescara-Penne che mi ha generato - sottolinea monsignor Santuccione -, mi ha accolto, mi dona di servire, dall'arcivescovo, ai confratelli e al popolo. Grazie a tutti quanti voi, mi aiutate a svolgere il servizio a cui Dio mi ha chiamato. Pregate per me perché io possa continuare"
"Sappiamo molto bene che pensare insieme non è facile e non significa rinunciare alla propria idea - precisa monsignor Tommaso Valentinetti -, ma significa avere la capacità di saper trovare le logiche integrative, i pensieri diversi che però si possono unire. Ma non per nostra capacità o per buona volontà, ma perché se ci mettiamo dentro questa logica di ascolto di un lev shomea, sarà il Signore a fare tutto questo, non saremo noi"
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