"Che cosa dobbiamo dire ancora una volta? - s'interroga monsignor Tommaso Valentinetti - La certezza che Gesù non ci abbandona mai, che Gesù è in mezzo a noi anche quando c’è il momento della fatica, anche quando c’è il momento della sofferenza. Che Gesù è vicino a noi. Anche se sacramentalmente non l’abbiamo potuto ricevere, spiritualmente non ci ha abbandonato mai, in nessun momento"
"Che siano la carità e la nonviolenza - auspica il Santo Padre - a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme!"
"Chiediamoci, ci aiuterà - invita il Papa: in quello che diciamo e facciamo, desideriamo essere apprezzati e gratificati oppure rendere un servizio a Dio e al prossimo, specialmente ai più deboli? Vigiliamo sulle falsità del cuore, sull’ipocrisia, che è una pericolosa malattia dell’anima!"