Né accanimento, né abbandono terapeutico, la linea sempre sostenuta dalla Conferenza episcopale italiana e ribadita dal suo presidente: "Il malato - sottolinea il cardinale Bagnasco - chiede di essere accompagnato in ogni momento sia sotto il profilo delle terapie che delle relazioni, questa prossimità fa la differenza"
Per la Cei si tratta di «un segno prezioso di prossimità verso tutto il Popolo di Dio», ricordato anche nel recente “Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia”
"Ciò di cui è testimonianza la Sindone - osserva monsignor Nosiglia - è un amore così grande che non si è lasciato vincere dal male. Anche sulla Croce l’amore di Dio è sempre più forte di ogni avversità, come mostra la Passione del suo Figlio"
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