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Acqua potabile: “2 miliardi di persone nel mondo non vi accedono”

Secondo un nuovo report dell’Unicef, 190 milioni di bambini in 10 Paesi africani sono i più a rischio delle conseguenze di un mix di tre minacce proprio legate all’acqua: acqua e servizi igienici non adeguati, malattie correlate e rischi climatici. Una triplice minaccia che è più grave in Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Somalia che fanno dell’Africa occidentale e centrale una delle regioni con la peggiore insicurezza idrica e impatto climatico del mondo

Lo ha ricordato Azione contro la fame in un report pubblicato alla vigilia dell’odierna Giornata mondiale dell’acqua

Oggi, mercoledì 22 marzo 2023, ricorre la Giornata mondiale dell’acqua ma, secondo un nuovo report dell’Unicef, 190 milioni di bambini in 10 Paesi africani sono i più a rischio delle conseguenze di un mix di tre minacce proprio legate all’acqua: acqua e servizi igienici non adeguati, malattie correlate e rischi climatici. Una triplice minaccia che, secondo lo studio, è più grave in Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Somalia che fanno dell’Africa occidentale e centrale una delle regioni con la peggiore insicurezza idrica e impatto climatico del mondo.

Una situazione, quest’ultima, aggravata dal fatto che molti dei Paesi più colpiti, soprattutto del Sahel (un’area dell’Africa subsahariana compresa tra il deserto del Sahara a nord, la savana sudanese a sud, l’Oceano atlantico a ovest e il Mar Rosso a est, all’interno della quale vi sono gli Stati del Gambia, del Senegal, la zona meridionale della Mauritania, il centro del Mali, il Burkina Faso, la parte meridionale dell’Algeria e del Niger, la parte settentrionale della Nigeria e del Camerun, la parte centrale del Ciad, il sud del Sudan, il nord del Sudan del Sud e l’Eritrea), sono anche afflitti dall’instabilità e da guerre che peggiorano ancora di più l’accesso dei bambini all’acqua potabile e ai servizi igienici.

Infatti, l’Unicef sottolinea che in questi 10 Paesi quasi un terzo dei bambini non ha accesso ai servizi di base per l’acqua in casa e due terzi non hanno a disposizione dei bagni. A tal proposito, un quarto dei bambini è costretto a defecare all’aperto. E anche la possibilità di lavarsi le mani è assai ridotta, con tre quarti dei bambini che non possono farlo in mancanza di acqua e sapone a casa. Conseguentemente questi Paesi sono anche quelli con il maggior carico di decessi tra i bambini, per via di patologie provocate da servizi idrici e igienici inadeguati, come le malattie diarroiche.

Infatti, 6 dei 10 Paesi hanno dovuto affrontare epidemie di colera nell’ultimo anno. Al di là di tutto, nel mondo, più di mille bambini sotto i cinque anni muoiono ogni giorno a causa di malattie legate ai servizi idrici e igienici, e circa 2 su 5 vivono in questi 10 Paesi più a rischio. Così mentre i leader mondiali si preparano a partecipare alla storica Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua, che si terrà a New York da oggi a venerdì 24 marzo, l’Unicef chiede di compiere investimenti urgenti in servizi idrici e igienici resilienti al clima per tutelare i bambini.

AZIONE CONTRO LA FAME: “NEL 2022 HANNO AVUTO RISPOSTA IL 30% DEGLI APPELLI UMANITARI SULL’ACQUA”

Tra l’altro, Azione contro la fame denuncia come nel 2022 siano arrivate risposte a meno del 30% degli appelli umanitari legati dai programmai riferiti all’acqua e ai servizi sanitari e igienici. Per finanziare del tutto questi appelli, mediante il sistema umanitario delle Nazioni unite, sarebbero necessari altri 2,6 miliardi di dollari.

Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame Italia

Un allarme, quello lanciato dalla nota ong, contenuto in un rapporto – intitolato “Funding the World’s Water Funding Crisis: How Donors Are Missing the Mark” – che analizza lo scarto esistente tra i bisogni e i finanziamenti riferiti ai programmi umanitari per l’acqua, i servizi sanitari e l’igiene in 41 Paesi del mondo: «Due miliardi di persone nel mondo – ricorda Simone Garrroni, direttore di Azione contro la fame Italia – non hanno accesso all’acqua potabile gestita in modo sicuro e 4,2 miliardi non dispongono di servizi igienici adeguati. Si tratta di diritti umani fondamentali per ridurre la fame e promuovere la salute, che sono i requisiti fondamentali per lo sviluppo individuale e la crescita economica delle comunità. Sappiamo come superare le sfide idriche che affrontiamo ogni giorno, ma abbiamo bisogno di fondi adeguati per farlo. Con i nostri team sul campo, tocchiamo con mano l’impatto trasformativo che i programmi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari possono avere nella lotta contro la fame. Investendo in queste attività, possiamo ridurre la fame, promuovere la salute e l’equità di genere e mitigare gli impatti del cambiamento climatico».

About Davide De Amicis (4443 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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