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“Più abbraccerete i bisognosi, più sarete presenza di Cristo”

"L’abbraccio - sottolinea Papa Francesco - è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana. La vita dell’uomo si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno. E soprattutto è avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama per primo e non smette mai di stringerci a sé, specialmente quando ritorniamo dopo esserci perduti, come ci mostra la parabola del Padre misericordioso"

Lo ha affermato stamani in piazza San Pietro Papa Francesco, intervenendo all’incontro nazionale dell’Azione cattolica italiana “A braccia aperte”

Papa Francesco saluta gli 80 mila soci di Ac presenti in piazza San Pietro

Stamani 80 mila soci dell’Azione cattolica italiana provenienti da 219 diocesi, tra cui quella di Pescara-Penne composta da 330 soci e guidata dal presidente diocesano Roberto Padovano, hanno partecipato all’incontro nazionale con Papa Francesco in piazza San Pietro dal tema “A braccia aperte”. Un appuntamento che si è svolto in apertura della 18ª Assemblea nazionale elettiva dell’Ac “Testimoni di tutte le cose da lui compiute”, che si sta svolgendo presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma) dal pomeriggio di oggi alla mattina di domenica 28 aprile. In questa occasione mille i delegati, provenienti da tutte le diocesi d’Italia, eleggeranno il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica italiana per il triennio 2024-2027.

Tornando all’incontro di stamani, il Papa è stato molto caloroso con gli 80 mila di Ac, che l’hanno accolto con grande entusiasmo: «Grazie per questo abbraccio così intenso e bello – esordisce il Papa -, che da qui vuole allargarsi a tutta l’umanità, specialmente a chi soffre. L’abbraccio è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana. La vita dell’uomo si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno. E soprattutto è avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama per primo e non smette mai di stringerci a sé, specialmente quando ritorniamo dopo esserci perduti, come ci mostra la parabola del Padre misericordioso».

A questo punto il Pontefice si è chiesto «cosa sarebbe la nostra vita, e come potrebbe realizzarsi la missione della Chiesa senza questi abbracci?». Per rispondere al quesito, Bergoglio ha proposto ai tanti fedeli presenti un approfondimento su tre tipo di abbraccio: l’abbraccio che manca, l’abbraccio che salva, l’abbraccio che cambia la vita. D’altra parte è proprio la mancanza di un gesto semplice ma essenziale come l’abbraccio: «All’origine delle guerre – osserva il Santo Padre – ci sono spesso abbracci mancati o rifiutati, a cui seguono pregiudizi, incomprensioni e sospetti, fino a vedere nell’altro un nemico. Tutto ciò purtroppo, in questi giorni, è sotto i nostri occhi, in troppe parti del mondo! Lo slancio che oggi esprimete in modo così festoso – aggiunge, rivolgendosi ai soci di Ac – non è sempre accolto con favore nel nostro mondo. A volte incontra chiusure e resistenze, per cui le braccia si irrigidiscono e le mani si serrano minacciose, divenendo non più veicoli di fraternità, ma di rifiuto e contrapposizione, anche violenta, di diffidenza nei confronti degli altri, vicini e lontani, fino a portare al conflitto. Quando l’abbraccio si trasforma in un pugno è molto pericoloso. Con la vostra presenza e con il vostro lavoro, invece, voi potete testimoniare a tutti che la via dell’abbraccio è la via della vita».

Piazza San Pietro gremita dai soci di Azione cattolica

Questo il riconoscimento di Francesco all’Azione cattolica italiana presente in piazza San Pietro a cui, però, ha anche rivolto un monito: «Non perdiamo mai di vista – raccomanda il Papa – l’abbraccio del Padre che salva, paradigma della vita e cuore del Vangelo, modello di radicalità dell’amore, che si nutre e si ispira al dono gratuito e sempre sovrabbondante di Dio. Lasciamoci abbracciare da lui, come bambini, e così dall’abbraccio del Signore impariamo ad abbracciare gli altri».

Quindi ancora un invito rivolto dal Papa ai soci di Azione cattolica: «Amici, voi sarete tanto più presenza di Cristo – sottolinea Papa Bergoglio -, quanto più saprete stringere a voi e sorreggere ogni fratello bisognoso con braccia misericordiose e compassionevoli, da laici impegnati nelle vicende del mondo e della storia, ricchi di una grande tradizione, formati e competenti in ciò che riguarda le vostre responsabilità, e al tempo stesso umili e ferventi nella vita dello spirito. Così potrete porre segni concreti di cambiamento secondo il Vangelo a livello sociale, culturale, politico ed economico nei contesti in cui operate – garantisce Francesco parlando dell’”abbraccio della carità”, unico contrassegno essenziale dei discepoli di Cristo -. Allora la cultura dell’abbraccio, attraverso i vostri cammini personali e comunitari, crescerà nella Chiesa e nella società, rinnovando le relazioni familiari ed educative, i processi di riconciliazione e di giustizia, gli sforzi di comunione e di corresponsabilità, costruendo legami per un futuro di pace».

Infine, non è mancato un richiama all’attualità che sta vivendo la Chiesa: «Vedervi qui tutti insieme, ragazzi, famiglie, uomini e donne, studenti, lavoratori, giovani, adulti e ‘adultissimi’, come chiamate quelli della mia generazione, mi fa venire in mente il Sinodo – denota il Papa -. E penso al Sinodo in corso, che giunge alla sua terza tappa, la più impegnativa e importante, quella profetica. La cosa più importante di questo sinodo è la sinodalità. Per questo c’è bisogno di gente forgiata dallo Spirito, di “pellegrini di speranza”, come dice il tema del Giubileo ormai vicino, capaci di tracciare e percorrere sentieri nuovi e impegnativi».

Quindi un’ulteriore esortazione rivolta dal Pontefice agli 80 mila soci di Ac presenti all’incontro nazionale “A braccia aperte”: «Essere atleti e portabandiera di sinodalità, nelle diocesi e nelle parrocchie di cui fate parte – rilancia il Santo Padre -, per una piena attuazione del cammino fino ad oggi. Nei mesi scorsi avete vissuto, nelle vostre comunità, momenti di intensa esperienza associativa, con il rinnovo dei responsabili a livello diocesano e parrocchiale, e questa sera inizierà la 18ª Assemblea generale. Vi auguro di vivere anche queste esperienze non come adempimenti formali, ma come momenti di comunione e corresponsabilità ecclesiale, in cui contagiarsi a vicenda con abbracci di affetto e di stima fraterna».

FOTO: AZIONE CATTOLICA ITALIANA

About Davide De Amicis (4441 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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