"Siamo “seduti insieme” - ricorda il cardinale Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi - per conservare i beni della Chiesa attraverso un’eredità indivisa da condividere con tutti, nessuno escluso. L’Assemblea sinodale è “luogo santo” di incontro con il Signore che è presente lì dove “due o tre” sono riuniti nel suo nome. O entriamo in questa prospettiva di preghiera, di fede, di incontro con Dio, o non assumiamo un autentico stile sinodale, non viviamo una esperienza di sinodalità"
"Il problema non è l’esistenza dei confini – osserva Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio -. È invece come vivere le frontiere in un mondo, grande e talvolta terribile. Spesso confini respingenti o impregnati di odio fanno a pezzi il mondo, creano un insidioso clima conflittuale. In un mondo globalizzato nessuno è garantito, se non da una pace più grande. Le mie frontiere non mi preservano!"
"È una proposta semplice - spiega Emilio Inzaurraga, coordinatore internazionale del Fiac - che rivolgiamo a tutti. Ciascuno può pregare lì dove si trova, seconda la sua tradizione religiosa. È un modo per ricordarsi che ciascuno di noi può essere strumento di pace"
"Il Covid-19 – conferma Henrietta Fore, direttrice generale dell'Unicef - ha reso le vaccinazioni di routine una sfida scoraggiante. Dobbiamo prevenire un ulteriore deterioramento della copertura vaccinale e riprendere urgentemente i programmi di vaccinazione, prima che la vita dei bambini sia minacciata da altre malattie. Non possiamo scambiare una crisi sanitaria con un’altra"
"La libertà del singolo che si ripiega su di sé diventa chiusura e violenza nei confronti dell’altro. Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la “casa comune”, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente
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