"La distinzione tra rifugiati e migranti economici - spiega Medu - è un concetto astratto perché tutti fuggono da drammatiche circostanze che rappresentano spesso una minaccia per la stessa vita, sono quindi migranti forzati"
"Il numero più attendibile - spiega l'esperto Lorenzo Vidino - di combattenti italiani è di 53. Si tratta di persone dal profilo piuttosto eterogeneo che appartengono a due gruppi: i siriani residenti in Italia e alcuni italiani, tra quelli di seconda generazione e i convertiti"
"Abbiamo bisogno di una grammatica umana più inclusiva – rilancia il cardinale Tolentino de Mendonça -, che faccia i conti con la realtà della vita così com’è, di quello che l’essere umano è come potenzialità. Perché il nostro corpo è la lingua materna di Dio. Il nostro corpo umano, quello che siamo, anche nei sensi materiali, naturali, anche nei cinque sensi, noi abbiamo vie di accesso, sensori per costruire una esperienza spirituale"
"Anche qui a Pescara, da molti anni - ricorda Gilberto Grasso -, la Comunità è amica e compagna di tanti senza dimora di cui conosciamo la storia. Per questo vogliamo ricordare i nomi di tanti, fra loro, che non sono più qui tra noi. La morte di ciascuno di loro è una ferita per tutti noi. La nostra presenza qui vuole essere un segno di fedeltà all’amicizia per tutti coloro che, in questa città, vivono in una condizione difficile senza casa e, spesso, senza affetti"