"Questo Gesù - spiega il Papa - è presente in tanti nostri fratelli e sorelle che oggi patiscono sofferenze come Lui. Soffrono per un lavoro da schiavi, soffrono per i drammi familiari, per le malattie… Soffrono a causa delle guerre e del terrorismo, a causa degli interessi che muovono le armi e le fanno colpire"
"Fare il punto sul nostro cammino di fedeltà al rinnovamento promosso dal Concilio e aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo: «Questo lo scopo del nostro appuntamento fiorentino - precisa il presidente del Comitato preparatorio -, per rispondere all’invito al discernimento comunitario suggerito dal Papa ai vescovi italiani, nell’assemblea del maggio 2014"
Tra cronaca, storia e suggestioni. Alla riscoperta di un Abruzzo dove fino al ’51 solo sei persone su cento avevano terminato le classi elementari e solo l’1% possedeva una laurea. Fino a quando negli anni '60 fu "boom" di università e diplomi tra campanilismi e lotte tra capoluoghi.
"Penso - osserva il religioso italiano - che quello che mi hanno raccontato e quello che ho visto, dovrebbe essere letto nelle nostre chiese come testimonianza di fede al giorno d’oggi. Persone che sono state torturate perché sono cristiane, perché possiedono una croce… Torturate... Oggi! Mi rendo conto che oggi, con tante difficoltà, con tante devastazioni, la Siria può essere un grande esempio di fede per il mondo"
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