"Entrare in queste periferie umane – afferma monsignor Baturi – è per noi un atto di fede: Gesù si identifica, continua ad identificarsi, con queste persone che chiedono di essere visitate. Per noi la visita significa farci presenti portando il tesoro più grande che abbiamo, la Parola di Dio, come segno di una nuova fraternità, della certezza che da qui si può ricominciare nella vita personale e sociale"
Ogni giorno - racconta don Antonio Salvatore Paone - sono numerosissimi i fedeli che vengono apposta ad inginocchiarsi davanti all’urna che contiene i suoi resti, pregando a lungo e lasciando le loro intenzioni di preghiera sul grande libro che le raccoglie nella sala delle reliquie, così come tanti passando davanti alla nostra chiesa parrocchiale si sentono attratti ed entrano e fanno conoscenza col giovane Nunzio e poi ne diventano devoti. Molti sono anche quelli che vengono a portare fiori ed ex voto per ringraziare il beato per la sua intercessione"