"Essere santi nella nostra quotidianità è cosa molto buona - ricorda monsignor Valentinetti -, ma dobbiamo camminare verso questo sforzo di conoscenza, questo sforzo di proposizione, non tanto per fare i predicatori spocchiosi, non tanto per fare gli integralisti che si attaccano alle piccole e grandi tradizioni o devozioncelle di turno, ma a quella che è la realtà di una fede di vissuta nel quotidiano, una fede vissuta restando fedeli alla terra, cercando le cose dell'alto. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore"
"Anche quando non è possibile guarire - ricorda il Papa -, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia. I percorsi formativi degli operatori della salute siano capaci di abilitare all’ascolto e alla dimensione relazionale"