"Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio – avverte il Papa -, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione. Pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati"
"Riprendiamo con un nuovo slancio le attività nella comunità cristiana – sollecita monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita -. E rinnoviamo un legame stretto tra le famiglie, le associazioni, le parrocchie e i movimenti, perché questo tempo difficile sia colto come un’opportunità per crescere e diventare tutti migliori, come ha spesso ricordato Papa Francesco"
"Liberazione dalla falsità e ricerca della relazione - sottolinea il Papa - sono i due ingredienti che non possono mancare, perché le nostre parole e i nostri gesti siano veri, autentici, affidabili. Per discernere la verità occorre vagliare ciò che asseconda la comunione e promuove il bene e ciò che, al contrario, tende a isolare, dividere e contrapporre"
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