"Siamo testimoni di una realtà nuova – conclude Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati - che ci dimostra come gli esodi forzati, oggi, non soltanto siano largamente più diffusi, ma, inoltre, non costituiscano più un fenomeno temporaneo e a breve termine. È necessario adottare sia un atteggiamento profondamente nuovo e aperto nei confronti di tutti coloro che fuggono, sia un impulso molto più determinato volto a risolvere conflitti che proseguono per anni e sono alla radice di immense sofferenze"
"Il numero di giovani - osserva Rita Bichi, sociologa dell'Università Cattolica - che dopo essere usciti dal percorso formativo non sono riusciti ad entrare nel mondo del lavoro o si trovano impaludati in un’area grigia tra lavoro e non lavoro, è notevolmente cresciuto con la crisi soprattutto nei Paesi che presentano carenze sul fronte sia della domanda che dell’offerta di lavoro, assieme a una inadeguatezza degli strumenti di incontro tra domanda e offerta. In particolare, in Italia molti giovani si trovano, all’uscita dal sistema formativo, carenti di adeguate competenze e sprovvisti delle esperienze richieste dalla aziende"
"Quasi 10.000 bambini rifugiati siriani sono non accompagnati o separati - denuncia l’Unicef -, e molti di loro sono vulnerabili allo sfruttamento, compreso il lavoro minorile, a causa della mancanza di documentazione legale"