"Come diceva il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta “Tutti santi, ma tutti fratelli” - ricorda Loredana Reitano -, perché dove c'è la santità è forte la fraternità e quest’ultima si esprime anche nella gioia. Soprattutto i giovani devono viverla, nell'allegria della festa, nel farsi compagnia gioiosa l'uno con l'altro, passando un momento bello, allegro, spensierato e scoprendo che questa compagnia e amicizia dei santi non è una cosa triste, oscura, ma è una gioia e una luce
"No - afferma Papa Francesco - alle collusioni mafiose, alle truffe, alle tangenti, e cose del genere. Solo così, unendo le forze, possiamo dire “no” all’inequità che genera violenza. Don Bosco ci insegna che il metodo migliore è quello preventivo: anche il conflitto sociale va prevenuto, e questo si fa con la giustizia"
"Prendere l’iniziativa - sintetizza l'arcivescovo Valentinetti -, andare in profondità, cercare di accompagnare, rispettare i tempi di crescita e quando questo sarà accaduto, allora è probabile che si diventi missionari, annunciatori, che si diventi quello che siamo perché noi annunciatori lo siamo per il battesimo, lo siamo per la cresima"
"La nostra vocazione - spiega il Papa, citando Isaia - è ascoltare ciò che il Signore ci chiede: “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio”. A noi viene chiesto di consolare, di aiutare, di incoraggiare, senza alcuna distinzione tutti i nostri fratelli oppressi sotto il peso delle loro croci, accompagnandoli, senza mai stancarci di operare per risollevarli con la forza che viene solo da Dio"