"Il vaccino non basta - sottolinea monsignor Tommaso Valentinetti -. Si deve continuare ad esercitare un’attenzione, che non deve fare abbassare la guardia. Non è il momento dello scoraggiamento, così come non lo è dell’allarmismo, portando alla confusione e alla paura. E quest’ultima, in particolare, è a sua volta portatrice di gesti e situazioni non controllabili. La paura viene dal Maligno, dal diavolo, ed è il modo per mettere in difficoltà le persone. Non dobbiamo dimenticare che, nel paradiso terrestre, quando l’uomo sente i passi di Dio nel giardino, ha paura perché si è accorto di essere nudo. Non vorrei che ci stessimo prendendo la stessa paura di fronte al Covid, perché pensiamo di essere nudi, di non essere coperti"
"Nei vari interventi è stato evidenziato come il risultato più importante di questi anni sia stato proprio la riscoperta della bellezza della comunità cristiana, dicendosi appartenenti al popolo di Dio in cammino per annunciare il Vangelo: «Tale bellezza – affermano i vescovi - deve diventare sempre di più giudizio comune e azione di evangelizzazione"
Nel 1966 la prima esecuzione della cosiddetta «Messa beat» segnò un vero punto di svolta nella musica liturgica. In una chiesa su cui spirava il vento variabile del Concilio Vaticano II, quell’esperimento musicale divise il popolo cattolico sull'introduzione della musica leggera nella liturgia, tanto che S.S Paolo VI durante il suo difficile pontificato fu chiamato a pronunciarsi in merito.Tra continuità o discontinuità la prima «messa beat» innescò indirettamente un processo spontaneo che cambiò dal basso il modo di suonare e cantare nelle parrocchie italiane.
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