"L’idea che noi siamo i cristiani – ribadisce il teologo don Gianni Colzani – e gli altri non lo sono e devono imparare da noi, è una frottola. È già avvenuto uno spostamento demografico della fede cristiana nel Sud del mondo, per cui dobbiamo accettare la fine di una missione occidentale e renderci conto che ormai esiste una missione universale"
"Ad animare quest’opera di rinnovamento - precisa il Papa - dev’essere la ferma convinzione che tutti i Pastori sono costituiti per il servizio al Popolo santo di Dio, al quale essi stessi appartengono in virtù del sacramento del Battesimo. Di qui la necessità, per i vescovi, di mettersi in ascolto del “sensus fidei” del “popolo di Dio”, previa una consultazione quanto più possibile capillare dei fedeli"
"Chiedere la pace - osservano monsignor Cipolla e fra' Ramina - significa non rimanere estranei ai drammi del mondo. E soprattutto ci aiuta a sentirci impegnati a divenire noi, nella realtà in cui viviamo, persone che amano la pace e s’impegnano a edificarla. Un rapporto ristabilito in famiglia, un gesto di perdono accordato a una persona amica con cui abbiamo litigato, un segno di generosità che riallaccia la relazione con un collega, tante altre decisioni di questo tipo depositano nel cuore del mondo semi di pace che avranno frutto, forse a nostra insaputa"
"Il Tempo di Avvento serve a questo - sottolinea il Papa -, a fermarsi e chiedersi come preparare il Natale. Siamo indaffarati da tanti preparativi, regali e cose che passano, ma chiediamoci che cosa fare per Gesù e per gli altri! Che cosa dobbiamo fare?"
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