"Io - afferma monsignor Valentinetti - ho fatto tutto quello che era possibile fare. Adesso, se ci sono rimaste delle cose da fare e sono in fieri, le faremo. Sicuramente devo ringraziare il Signore, che mi ha dato la forza di poterle fare fino adesso, e ringraziare soprattutto i miei collaboratori. Perché senza una squadra ben formata e ben consolidata, è impossibile fare tutte le cose che abbiamo fatto. Per cui ringrazio veramente il Signore che mi ha dato la forza, la sapienza e la bontà anche a tante persone che mi hanno aiutato e mi sostengono in questo cammino. Soprattutto ringrazio i sacerdoti che, molto spesso, sono stati molto docili a quest'azione pastorale, qualche volta un po' con fatica, ma sicuramente molto attenti a un cammino di Chiesa che si sta portando avanti"
"Un lievito vecchio è stato tolto - sottolinea monsignor Valentinetti -, un lievito nuovo deve nascere per essere una nuova comunità piena d’amore, piena di slancio, piena di passione per l’annuncio del Vangelo, per una nuova evangelizzazione, per un rinnovare i nostri mezzi, per portare Cristo fino agli estremi confini della terra"
"Quanto sta accadendo alle frontiere esterne dell’Unione europea - accusa Caritas italiana - è inaccettabile. Nessuno vuole farsi carico di questa ennesima tragedia umanitaria che non arriva all’improvviso, ma è frutto di una guerra che si trascina da 9 anni e ha provocato in Siria centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi"