"Accelerare la morte degli anziani - denuncia il Papa - è disumano, non è né umano né cristiano. Gli anziani vanno curati come un tesoro dell’umanità. Sono la nostra saggezza, e anche se non parlano sono il simbolo della saggezza umana. Sono coloro che hanno la fatto strada prima di noi e ci hanno lasciato tante cose belle, tanti ricordi, tanta saggezza. Non isolare gli anziani, non accelerare la morte degli anziani. Carezzare l’anziano ha la stessa speranza che carezzare un bambino, perché l’inizio della vita e la fine è un misero sempre, che va rispettato, curato, amato"
"È un mistero d’amore che abbiamo contemplato nella natività – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne -, è un mistero d’amore che contempliamo con la visita dei pastori, è un mistero d’amore contemplato nella visita dei magi, ma è un mistero d’amore che prende forma di una Persona che con le parole umane, con la saggezza umana, con i gesti umani, con l’amore umano ha raccontato il vero amore del Padre. Essere Figlio prediletto per raccontare l’amore del Padre, per inserirci nell’amore del Padre e per divenire tutti quanti insieme, anche noi, operatori dell’amore del Padre"
"Impariamo questo - esorta il Papa -: la preghiera di intercessione, intercedere per le speranze e per le sofferenze del mondo, intercedere per la pace. E benediciamo con lo sguardo e con le parole chi incontriamo ogni giorno!"