"La gente – conostata don Emilio Lonzi, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano - ha pregato per pregare. Noi siamo contentissimi, perché tutti hanno partecipato per pregare, per entrare in questa dimensione di dolore che Gesù trasforma in manifestazione d'amore, per donare a tutti una grande speranza. La speranza che ogni dolore, ogni situazione negativa può essere superata e, superandola, ci si ritrova dal salto nel buio ad una luce piena, ad una luce eterna"
"Seguendo l’invito di Papa Francesco a uscire - spiega il parroco -, con la Via Crucis abbiamo voluto farlo concretamente sperando di attirare l’attenzione e la partecipazione di coloro che a una celebrazione del genere non sono mai stati. Persone che magari ignorano perfino l’arrivo della Pasqua e che, invece, questa volta potranno incontrare il mistero della morte e della risurrezione di Gesù"
Sono invece tre le opportunità che il Sinodo dovrà cogliere: «Un luogo aperto, una Chiesa dell’ascolto, una Chiesa della vicinanza – elenca il Santo Padre -. Torniamo sempre allo stile di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza. Se non arriveremo a questa Chiesa di vicinanza, con compassione e tenerezza, non saremo la Chiesa del Signore. Una Chiesa che non solo a parole, ma con la presenza, stabilisca maggiori legami di amicizia con la società e il mondo
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