"Viviamo in una Babele segnata da tanta sofferenza – constata il cardinale Zuppi -, dalle ombre di guerre che non si fermano e paralizzano nella paura. L’onnipotenza dell’individualismo produce solo fragilità e chiusure, rivelando quanto abbiamo bisogno del “noi” e di quel “Tu” che è Dio"
"Facciamo spazio - osserva monsignor Valentinetti - a tante altre cose nella nostra giornata. Facciamo spazio ai giornali, a qualche bel libro, alla Tv e che spazio diamo alla Parola? Dobbiamo farle spazio, ricavando il tempo, trovando momenti appropriati e avendo coerenza e sostanza"
"È una grande tentazione – ammonisce il Papa -. Quante volte aspiriamo a un cristianesimo da vincitori, a un cristianesimo trionfalistico, che abbia rilevanza e importanza, che riceva gloria e onore. Ma un cristianesimo senza croce è mondano e diventa sterile"
L’immagine della Chiesa come ospedale da campo, accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta: "Perché - ribadisce il Papa - in alcune parti del mondo sono solo gli ospedali dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione"
I santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis – conclude il Pontefice - sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro
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