"Con i giovani, oggi, emerge una certa depressione pastorale - osserva Falabretti -. Stanno da un’altra parte, sono lontani. La questione pastorale è seria, ma non si può risolvere nel “non si può più fare niente”. Bisogna escogitare modi nuovi per far entrare il Vangelo tra i giovani di questo tempo"
"Ma Dio condanna? - riflette l'arcivescovo Valentinetti - No, Dio è venuto per salvare il mondo. Allora chi non ama chi si mette fuori dalla logica dell'amore? Ecco, costui si autocondanna da se stesso, si autocondanna con le sue stesse forze, che tristezza! Del resto, quando incontriamo una persona che non sa amare, quando incontriamo gruppi di situazioni che non riescono a vivere l'amore, che tristezza!"
"Dobbiamo ricordare - sottolinea Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia - per rispetto delle vittime e dei sopravvissuti, dobbiamo sapere per non ripetere, dobbiamo diffondere conoscenza per contrastare l’odio e il fanatismo e costruire un mondo fondato sulla convivenza pacifica tra persone diverse e il rispetto dei diritti umani di ognuno"
"C'è qualcuno, anzi forse più di qualcuno – ricorda monsignor Tommaso Valentinetti - che fa fatica a riconoscere in Papa Francesco il successore di Pietro. Eh sì, perché molto spesso Pietro ce lo vogliamo costruire a nostra immagine e a nostra somiglianza. Pietro vorremmo che rispondesse sempre alle nostre attese, ma perché vorremmo che la Chiesa rispondesse sempre alle nostre attese. Ma la Chiesa è altra, la Chiesa va al di là del tempo, al di là della storia. La Chiesa è mistero, mistero d'amore che prepara il Regno di Dio"
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