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Oltre i muri: una mostra per abbattere i pregiudizi verso l’altro

"Capire cosa vuol dire stare dall’altra parte del mondo - spiega Marco Berardi, componente del Centro missionario diocesano -, ci permette innanzitutto di avere una maggiore conoscenza di quello che accade nel mondo, arrivando poi a riconoscere quali sono i nostri “muri psicologici” (come indifferenza o razzismo) che ci impediscono di aprire il nostro cuore al prossimo, per avere un futuro di condivisione"

Avrà luogo nella chiesa del Gesù Bambino a Pescara, dal 10 al 22 febbraio dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, organizzata dal Centro missionario diocesano

Il muro in costruzione a Tijuana, al confine tra Stati Uniti d'America e Messico - Foto: Ansa/Sir

Si intitola “Oltre i muri: immagini, storie e volti di chi è vittima dei muri di oggi”, l’iniziativa a cura del Centro missionario diocesano di Pescara-Penne, che avrà luogo da martedì 10 a domenica 22 febbraio 2026 dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, presso la chiesa del Gesù Bambino in via dell’Emigrante 31 a Pescara.

Marco Berardi, componente del Centro missionario diocesano di Pescara-Penne

Ogni giorno i visitatori potranno vedere mostre e laboratori, ma anche partecipare a condivisioni e assistere a testimonianze: «Si tratta di una mostra realizzata dalla Comunità missionaria di Villaregia nel 2019 – spiega Marco Berardi, componente del Centro missionario diocesano di Pescara-Penne – per celebrare il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Allora ci fu una grande festa in tutta Europa e, da quel momento, si è pensato che i muri fossero tutti abbattuti. Invece, dopo oltre 30 anni, dobbiamo prendere coscienza del fatto che in tutto il mondo ci sono oltre 40 mila chilometri di barriere, mediante l’edificazione di muri di cemento armato o la posa di filo spinato, che impediscono alle persone di passare da uno Stato all’altro. E poi ci sono i “muri” di tipo burocratico, con i nostri passaporti occidentali che garantiscono maggiori privilegi rispetto a quelli del Sud del mondo. Capire cosa vuol dire stare dall’altra parte del mondo, ci permette innanzitutto di avere una maggiore conoscenza di quello che accade nel mondo, arrivando poi a riconoscere quali sono i nostri “muri psicologici” (come indifferenza o razzismo) che ci impediscono di aprire il nostro cuore al prossimo, per avere un futuro di condivisione».

Sarà questo, dunque, un percorso interattivo alla scoperta dei muri – fisici e mentali – che ci separano dal prossimo anziché unirci: «La mostra è composta da pannelli illustrativi – precisa Berardi -, con dati, statistiche e testimonianze di migranti che hanno sperimentato cosa significa stare dall’altra parte del muro. Ci saranno anche dei laboratori dinamici. Ad esempio, mostreremo dei passaporti reali di Paesi del Nord del mondo e passaporti reali di Paesi del Sud del mondo, grazie ai quali i partecipanti verranno portati a comprendere che se fossimo nati in un Paese povero, nel quale i privilegi vengono negati, magari saremmo partiti con un barcone anche noi. Così, prendere consapevolezza del fatto che siamo nati in una parte del mondo da cui possiamo viaggiare liberamente in Europa e nel mondo senza avere nessun tipo di problema, forse può aiutare a cambiare un po’ la nostra vita portandoci ad andare un po’ di più verso l’altro».

La chiesa del Gesù Bambino a Pescara

Nell’ambito dell’iniziativa, quasi tutte le mattinate saranno ad appannaggio delle scuole – a partire dalle classi di terza media – che visiteranno la mostra per un totale di 350 studenti: «Ad oggi – precisa il componente del Centro missionario diocesano – parteciperanno alcune classi dell’Istituto tecnico “Acerbo” e del “Liceo Maior” di Pescara, ma attendiamo anche gli studenti del Liceo scientifico “Da Vinci” e del Liceo “Marconi” del capoluogo adriatico, ma ci raggiungeranno anche una scuola di Spoltore e una di Città Sant’Angelo. Tra l’altro, il sabato verranno a trovarci anche diversi gruppi di catechismo».

Ma l’invito a partecipare è davvero per tutti: «Venite a vedere e toccare con mano come si vive nel mondo – conclude Marco Berardi -, perché vivere nel nostro piccolo orticello e sapere solo ciò che accade intorno a noi, non fa che chiuderci. Dunque, apriamo le nostre menti e i nostri cuori all’accoglienza dell’altro, mettendo da parte tutti gli stereotipi che abbiamo accumulato finora».

La locandina dell’iniziativa
About Davide De Amicis (4796 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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