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“Rinunciamo a peccati e trasgressioni per entrare nell’amore di Cristo”

"Chiniamoci anche noi per primi - esorta monsignor Tommaso Valentinetti - a lavare i piedi dei fratelli, soprattutto rispondendo al Signore con la logica dell'amore, con la logica del perdono e, lasciatemelo dire, con la logica della pace. Non stiamo vivendo momenti belli in questo tempo. Dobbiamo invocare che gli uomini potenti di questo mondo, vivano il perdono, vivano la pace, vivano l'amore del Signore"

Lo ha affermato ieri sera l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la messa in Coena Domini nella Cattedrale di San Cetteo

Anche ieri sera, come ogni giovedì santo, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ha presieduto la santa messa in Coena Domini – facendo memoria dell’ultima cena di Gesù con gli apostoli – nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara.

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Il presule, a causa di un lieve affaticamento percepito nei giorni scorsi, non ha ripetuto l’impegnativo rito della lavanda dei piedi, ma nella sua omelia – innescata da una riflessione sulle Parola di Dio – ha ricordato l’importanza e il valore di questi gesti per il futuro dell’umanità: «La prima lettura proclamata (Es 12,1-8.11-14) -, narra il mistero di salvezza che Dio ha voluto nei confronti degli ebrei, quando li ha fatti uscire indenni dal paese d’Egitto. È il segno primordiale per poter far sì che il popolo uscisse liberamente, era il sangue dell’agnello dipinto sugli stipiti delle porte. Dunque un mistero di salvezza, ma anche un mistero di sangue, il sangue dell’agnello. La seconda lettura, la prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (1Cor 11,23-26), parla – e questa volta non per l’Antico Testamento, ma quanto per il Nuovo – di sangue… “Questo è il mio Corpo che è per voi, fate questo in memoria di me. E poi questo calice e la nuova alleanza nel mio sangue. Fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me”. Mistero del sangue nell’Antico Testamento, mistero del sangue nel Nuovo Testamento».

A questo punto, l’arcivescovo Valentinetti si è chiesto quale possa essere la motivazione relativa a questo mistero del sangue: «Qual è – s’interroga – la motivazione profonda che dobbiamo scoprire dentro una logica biblica? È il mistero della salvezza. Gli ebrei si sono salvati per il sangue dell’agnello, noi siamo salvi per il sangue del nuovo agnello pasquale Cristo Signore. Infatti, di lì a poco, il Signore sarà consegnato ai carnefici e darà il suo sangue per la salvezza di tutti. Ma dal sangue del popolo ebraico e dal sangue del della nuova alleanza, del nuovo Israele, quale ammonimento scaturisce nella vita dei discepoli – i primi discepoli – e nella vita delle persone che hanno seguito poi, nel tempo e nella storia, il mistero d’amore del Cristo Signore? La pagina del Vangelo è la risposta a questa domanda… Il sangue dell’alleanza degli israeliti e il sangue dell’alleanza di Gesù sono il sangue per la fraternità e l’amore universale. Amore che ci porta a lavarci i piedi gli uni gli altri, a far sì che esso sia l’unica legge possibile all’interno della vita cristiana».

I fedeli presenti nella Cattedrale di San Cetteo

Da qui la via maestra da seguire per realizzare tutto ciò: «Passare – sottolinea monsignor Tommaso Valentinetti – attraverso il sangue dell’agnello dell’Antica Alleanza, cioè rinunciare ad ogni peccato, rinunciare ad ogni momento di difficoltà, di trasgressione della nostra vita, entrare dentro il mistero d’amore di Cristo Signore, che ci ha dato tutto e ci ha dato sé stesso per la salvezza dell’umanità. Tutto questo per arrivare, infine, ad essere un cuore solo e un’anima sola».

Infine, non è mancato un riferimento alla conclusione della prima lettura in cui si legge “Io sono il Signore, io sono l’alfa e l’omega, io sono il principio e la fine”. Quindi l’invito finale ai credenti: «Gesù – conclude l’arcivescovo di Pescara-Penne – si è chinato per primo a lavare i piedi dei suoi discepoli. Chiniamoci anche noi per primi a lavare i piedi dei fratelli, soprattutto rispondendo al Signore con la logica dell’amore, con la logica del perdono e, lasciatemelo dire, con la logica della pace. Non stiamo vivendo momenti belli in questo tempo. Dobbiamo invocare che gli uomini potenti di questo mondo, vivano il perdono, vivano la pace, vivano l’amore del Signore. Amen».

La preghiera davanti l’altare della reposizione

Al termine della liturgia eucaristica, è stato l’abate della Cattedrale di San Cetteo monsignor Francesco Santuccione a depositare il Santissimo Sacramento di Cristo nel tabernacolo presso l’altare della reposizione, allestito lungo la navata sinistra della chiesa.

Questa sera, alle 19, le celebrazioni del Triduo Pasquale entreranno nel vivo anche nella Chiesa di Pescara-Penne, con la Via Crucis cittadina – presieduta dall’arcivescovo Valentinetti – che si snoderà tra piazza Sacro Cuore e Corso Umberto a Pescara. L’appuntamento verrà trasmesso in diretta dall’emittente radiofonica diocesana Radio Speranza InBlu sugli 87.60 Fm, ovunque in streaming e in Abruzzo sulle radio Dab.

About Davide De Amicis (4820 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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