"La strada della Chiesa - osserva il Papa -, dal Concilio di Gerusalemme in poi, è sempre quella di Gesù: della misericordia e dell’integrazione. La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero
"Non c’è nulla di più personale che quella promessa di felicità - aggiunge il segretario generale della Cei, monsignor Baturi - che la famiglia sempre evoca, promette e in qualche modo realizza; e non c’è nulla di più istituzionale di una famiglia che scommette sul futuro, sul ‘per sempre’, che coordina per sempre esistenze attraverso ruoli definiti"
"L’ascolto - precisa il presidente della Cei Bassetti - dovrà riguardare quanti possono contribuire all’edificazione di una Chiesa più trasparente del Vangelo nel mondo di oggi. Ciascun Vescovo ha facoltà di elaborare ad hoc forme, appuntamenti, contesti, organismi per rendere questa fase di ascolto la più vitale e proficua possibile. Senza dubbio la fase dell’ascolto riguarderà i laici, i presbiteri e coloro che vivono una specifica esperienza ecclesiale nei movimenti e nelle associazioni laicali"
"L’esperienza della Gmg - sottolinea don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di Pastorale giovanile Cei - andrebbe sfruttata anche per rigenerare nel cuore dei giovani la fiducia negli altri, la consapevolezza che dipendiamo gli uni dagli altri, l’estremo bisogno di riconoscere nell’altro il fratello e aprirsi alla spesa di sé stessi"
"Forse dovremmo avere un sussulto di indignazione - conclude l'arcivescovo Valentinetti - di fronte a una guerra che è sempre una sconfitta, Papa Francesco lo ripete in continuazione. E allora, San Cetteo, dacci e supplica dal Padre e dal Figlio il dono dello Spirito, perché abbiamo coscienza di chi siamo e dove andiamo, perché il mondo riscopra presto, presto – il più presto possibile – le vie della pace. Non si costruisce la pace, rispondendo con bombardamenti vicendevoli e non si attuano logiche tattiche per chi deve vincere. Si devono attuare logiche tattiche per difendere gli inermi"
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