“Davanti alle famiglie in difficoltà e alle solitudini c’è fame di comunità”
"Quella che serve – sottolinea il cardinale Zuppi - è una Chiesa che si orienta tutta nella missione, costruendo comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo, accogliendo quanti, adulti, accedono o riscoprono il Battesimo e di avviare il dialogo con i tanti che non incontriamo"
Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi - Foto: Cristian Gennari/Siciliani
È in corso da ieri a domani a Roma il Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana. Tra gli altri argomenti, nella sua prolusione iniziale di ieri, il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi ha tastato il polso della società italiana: «Nella nostra società – osserva il porporato -, di fronte alle difficoltà della famiglia, alle grandi solitudini, che – in modo diverso – toccano giovani e anziani, c’è fame di comunità».
A tal proposito, il cardinale ha definito l’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco, rilanciata da Papa Leone, «il testo base per la missione della Chiesa in questi primi decenni del XXI secolo, nella città globale, dove le dimensioni stesse della Chiesa – come la parrocchia – acquistano una forma diversa dal passato».

Partendo da qui, il cardinale Zuppi ha delineato le caratteristiche di una Chiesa adatta a questo scopo: «Quella che serve – sottolinea il presidente dei vescovi italiani – è una Chiesa che si orienta tutta nella missione, costruendo comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo, accogliendo quanti, adulti, accedono o riscoprono il Battesimo e di avviare il dialogo con i tanti che non incontriamo. Solo comunità, delle più diverse dimensioni e caratteristiche, possono essere punto d’approdo per i cercatori di senso, compagne dei catecumeni, punto di riferimento nella società, anima delle celebrazioni liturgiche, cuore di un servizio ai poveri non istituzionale e assistenziale. Solo le comunità possono realizzare l’estroversione missionaria e incarnare un atteggiamento dialogico con quanti sono in ricerca».
In definitiva, per il cardinale Matteo Zuppi servono comunità autentiche: «Sono alla base – conclude il porporato – di una responsabilità sinodale, che non sia uno slogan, un laboratorio astratto o un fatto istituzionale. Servono tessitori di fraternità, capaci di dare carne alle nostre istituzioni, creatori di legami. Si tratta di coinvolgere tutti nella creazione di un tessuto ecclesiale comunitario».




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