"L’abbraccio - sottolinea Papa Francesco - è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana. La vita dell’uomo si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno. E soprattutto è avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama per primo e non smette mai di stringerci a sé, specialmente quando ritorniamo dopo esserci perduti, come ci mostra la parabola del Padre misericordioso"
"In diocesi e nella Chiesa in generale - sottolinea don Massimo Di Lullo -, è anche vero che viviamo una crisi della missione ad gentes. Basti pensare che anche nella nostra diocesi abbiamo una ventina di missionari sparsi nel mondo, di diverse congregazioni, però sono quasi tutti ultrasettantenni, ottantenni, novantenni. Quindi sono tanti anni che non ci sono più missionari, fratelli e sorelle, che partono. Per cui preghiamo il Signore affinché non ci si chiuda nelle diocesi, pur riconoscendo il bisogno di missione che c’è anche qui da noi"
"Senza l’ascolto del Vangelo - il monito del Santo Padre -, non è possibile incontrarlo! L’esperienza dei Magi, ci esorta a non accontentarci della mediocrità, a non “vivacchiare”, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita"