"C'è qualcuno, anzi forse più di qualcuno – ricorda monsignor Tommaso Valentinetti - che fa fatica a riconoscere in Papa Francesco il successore di Pietro. Eh sì, perché molto spesso Pietro ce lo vogliamo costruire a nostra immagine e a nostra somiglianza. Pietro vorremmo che rispondesse sempre alle nostre attese, ma perché vorremmo che la Chiesa rispondesse sempre alle nostre attese. Ma la Chiesa è altra, la Chiesa va al di là del tempo, al di là della storia. La Chiesa è mistero, mistero d'amore che prepara il Regno di Dio"
"Trecento mila euro a disposizione di ogni diocesi - precisa monsignor Galantino -, ancora prima di questa nevicata, per mettere al sicuro strutture ecclesiali e per creare in ogni paese almeno un luogo non solo di culto, ma di socializzazione secondo queste priorità: persone, attività produttive, luoghi di socializzazione, chiese. Ci siamo trovati di fronte a situazioni in cui la Chiesa diventa tutte e tre queste realtà, raccoglie tutte le attese"
"Questa è la conversione che forse è nelle mani di voi giovani - afferma l'arcivescovo Valentinetti -. Voi siete quelli che dovrete affrontare il famoso cambiamento d'epoca. Un cambiamento d'epoca e non un'epoca di cambiamenti, come dice Papa Francesco, che ci richiede di rievangelizzare da capo. E direbbe la Dei verbum del Concilio ecumenico Vaticano II, “Verbis gestisque”. Gesù si annuncia con le parole, ma si annuncia con la vita. San Luca ce l’ha raccontato. È questo il messaggio, è questo il testamento che mi permetto di affidarvi"
"Uno sguardo attento - osserva il Papa - alla vita quotidiana degli uomini e delle donne di oggi, mostra immediatamente il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione di spirito familiare. Lo stile dei rapporti civili, economici, giuridici, professionali, di cittadinanza, appare molto razionale, formale, organizzato, ma anche molto disidratato, arido, anonimo"
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