Ecco lo scandalo: "L’incarnazione di Dio – precisa il Santo Padre -, la sua concretezza, la sua “quotidianità”. E Dio si è fatto concreto in un uomo, Gesù di Nazaret, si è fatto compagno di strada, si è fatto uno di noi. “Tu sei uno di noi”. Dirlo a Gesù, è una bella preghiera! E perché è uno di noi ci capisce, ci accompagna, ci perdona, ci ama tanto. In realtà, è più comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla società. Oppure ci piace credere a un dio “dagli effetti speciali”, che fa solo cose eccezionali e dà sempre grandi emozioni. Invece, cari fratelli e sorelle, Dio si è incarnato: Dio è umile, Dio è tenero, Dio è nascosto, si fa vicino a noi abitando la normalità della nostra vita quotidiana"
«È interessante notare – spiega Introini – come trasversalmente la fede sia ancora una dimensione della vita che importa sia i giovani che gli adulti. Dalla ricerca emerge infatti come “avere un background migratorio avvicina maggiormente alla fede. Essa è uno strumento fondamentale per far fronte alle difficoltà che si incontrano nella migrazione, ma è anche una risorsa identitaria cara a cui non si vuole rinunciare e per cui si decide di spendersi».