"Siamo consapevoli - precisa monsignor Di Falco - di quanto sia difficile svolgere questo compito, in un contesto storico caratterizzato da una cultura del relativismo dottrinale e morale. Tuttavia, viene indicata la via maestra di sempre, la strada della misericordia di cui siamo stati fatti partecipi e che tutti siamo chiamati ad esercitare"
"C’è una parola del Vangelo - riflette l'arcivescovo Valentinetti - che m’inquieta e che vorrei riproporvi “Non è quello che entra dalla bocca che contamina l’uomo, ma è quello che esce dalla bocca a contaminarlo”. E dalla bocca cosa escono? Cattive parole, maldicenze, cattivi pensieri, gelosie, invidie, fazioni e via di questo passo. Ma che digiuno dobbiamo fare? Sicuramente se qualcuno ha deciso di fare qualche digiuno corporale lo faccia, lo faccio anch’io, però è sufficiente? O forse c’è un digiuno dell’anima che dobbiamo riscoprire e che ci porta a guardare all’altro non come un nemico, ma come un fratello"