"I giovani – dichiara Maradiaga a Lateran tv – non sono semplici numeri o noi isolati, sono protagonisti e possono farlo. Bisogna organizzare la gioventù, farli uscire da quell’isolamento che è una delle conseguenze della loro modalità di comunicare, con i telefonini o con gli iPad"
Sostiene Cristian Nani, direttore di Porte aperte: "Nell’epoca delle immagini - osserva - fa più eco un assassinio ripreso con un cellulare che un milione di persone trattate come animali. Un cristiano ogni 3 subisce una grave forma di persecuzione nei 50 Stati della nostra ricerca. C’è molto di più delle morti e degli attentati alle chiese. In fondo stiamo parlando di milioni di vite vessate e oppresse a causa di una scelta di fede"
"Rischiamo - avverte Papa Francesco - di fare un passo indietro: la rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Uomo e donna devono parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia"
"Oggi - spiega don Gentili -, dinanzi a questo esodo di popoli e di famiglie occorre scendere da cavallo, come il buon samaritano, e farsi prossimi: è l’unico modo per uscire dalla globalizzazione dell’indifferenza denunciata da Papa Francesco. Farsi prossimo e prendersi cura, significa anche aiutare a addomesticare quella cattiva consigliera che è la paura della differenza e fa vedere il fratello come un nemico da cui difendersi"
"Dobbiamo tornare ad essere figli - esorta l'arcivescovo Valentinetti -, dobbiamo tornare a scuola, dobbiamo tornare a scuola del Signore, dobbiamo tornare alla scuola della Parola, dobbiamo tornare alla scuola della preghiera, dobbiamo tornare alla scuola dei fondamenti, se vogliamo che questa società possa – in qualche modo – non dirsi cristiana – perché non lo è più -, ma dirsi in cammino grazie a questa nostra azione di servizio e di fiumi di Spirito Santo che devono scendere sulla vita della comunità"
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