"Il suo ministero - spiega il Papa - è stato caratterizzato da una particolare attenzione ai più poveri ed emarginati. E al momento della sua morte, mentre celebrava il Santo sacrificio dell’amore e della riconciliazione, ha ricevuto la grazia di identificarsi completamente con Colui che ha dato la sua vita per le pecore"
"Occorre ragionare per piccoli progetti - sottolinea don Michele Falabretti -, magari progetti che crescono un po’ per volta, e fare piccoli passi. Abitare questo tempo richiede fatica, ma va fatto, in libertà, con coraggio e insieme"
Ricordiamo – conclude Francesco - che la Chiesa ha sempre delle difficoltà, attraversa sempre delle crisi, perché è viva. Le cose vive entrano in crisi. Solo i morti non entrano in crisi. Preghiamo per la Chiesa, perché riceva dallo Spirito Santo la grazia e la forza di riformarsi alla luce del Vangelo
"Se non impariamo a collegare spiritualità e umanità - sottolinea monsignor Valentinetti -, vivremo solo una schizofrenia interiore che non ci condurrà da nessuna parte"
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