Stars and Tears: le opere di Mario Vespasiani al Museo delle Genti d’Abruzzo
Ogni elemento delle opere è una metafora del passaggio tra due dimensioni: quella fisica e quella immateriale, spirituale. Non c’è un’opposizione tra le due, ma continuità. Così come nella tradizione teologica, da Agostino a Tommaso d’Aquino, il visibile non è negato, ma assunto come segno di ciò che lo trascende.
La presentazione della mostra "Stars and Tears"
Al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara sarà possibile ammirare fino a domenica 8 febbraio 2026 la mostra delle opere di Mario Vespasioni dal titolo “Stars and Tears”, inaugurata lo scorso sabato 17 gennaio, a cura di Giuseppe Bacci e Francesco Binetti. Sarà così possibile visionare le opere dell’artista visivo e intellettuale classe 1978, che ha già esposto le sue opere in gallerie, musei e luoghi sacri in tutta Italia, realizzate negli ultimi tre mesi a seguito dell’improvvisa scomparsa del padre. I dipinti di Vespasiani sono quindi il risultato di questo avvenimento. Non raccontano una fine, ma più che altro il passaggio, non insistono sull’assenza, bensì su una continuità che si manifesta in potenti forme simboliche e visionarie.
Vespasiani come caricato dall’incoraggiamento del padre, che per primo ha scoperto il talento artistico del figlio da adolescente, nel suo ricordo ha voluto orientare il suo modo di vedere, creandovi al suo interno altri scenari che parlano di infinito, contenendo il dono della meraviglia e della gratitudine. Queste opere hanno condotto l’artista a elaborare il senso della perdita, fino a fino a renderla viva riconoscenza e memoria in una fortezza interiore, nella quale le stelle e le costellazioni impresse sulle tele non appaiono come elementi cosmici, ma come segni di un ordine che va oltre l’umano pur accogliendolo.
Accanto alle stelle, Vespasiani inserisce alcune figure enigmatiche: tigri senza pupille, come se lo sguardo non appartenesse più al mondo sensibile ma ad un’altra dimensione; velieri che solcano l’alto mare, come a rappresentare il viaggio dell’anima; cori angelici che richiamano una presenza ordinatrice, una musica cosmica che tiene insieme ciò che appare frammentato. Ogni elemento, dunque, è una metafora del passaggio tra due dimensioni: quella fisica e quella immateriale, spirituale. Non c’è un’opposizione tra le due, ma continuità. Così come nella tradizione teologica, da Agostino a Tommaso d’Aquino, il visibile non è negato, ma assunto come segno di ciò che lo trascende.
La mostra, quindi, propone una concezione della vita come processo continuo di trasformazione energetica e simbolica. Per questo, la fine viene inserita all’interno di un ordine più ampio, cosmico, spirituale o divino. Le stelle, distanti e silenziose, diventano testimoni di questa continuità: esistono da prima di noi e continueranno dopo di noi, eppure parlano intimamente alla nostra condizione. È nella capacità di tenere insieme opposti apparenti — scienza e fede, materia e spirito, finitudine e infinito — che Stars and Tears trova la sua efficacia filosofica.
Le opere di Mario Vespasiani saranno visibili al pubblico oggi e domani, giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, dalle 9 alle 13. Invece sabato 7 e domenica 8 febbraio, saranno visibili dalle 16 alle 20. Tra l’altro, in caso di un particolare interesse verso le opere esposte, sarà possibile contattare direttamente l’artista al numero 333 63 61 829.

La locandina della mostra



