"Ecco - afferma Papa Francesco - oggi davanti a noi il punto di partenza, la Madre di Dio. Perché Maria è esattamente come Dio ci vuole, come vuole la sua Chiesa, Madre tenera, umile, povera di cose e ricca di amore, libera dal peccato, unita a Gesù, che custodisce Dio nel cuore e il prossimo nella vita. Per ripartire, guardiamo alla Madre"
"Siamo consapevoli - precisa monsignor Di Falco - di quanto sia difficile svolgere questo compito, in un contesto storico caratterizzato da una cultura del relativismo dottrinale e morale. Tuttavia, viene indicata la via maestra di sempre, la strada della misericordia di cui siamo stati fatti partecipi e che tutti siamo chiamati ad esercitare"
"Questi nostri fratelli - ricorda il segretario di Stato Vaticano Parolin - sono le prime vittime di una mentalità che non conosce lo spazio per l’altro, che preferisce sopprimere piuttosto che integrare, di ideologie che non conoscono il rispetto per la dignità umana. Così, solo tornando a Dio possiamo diventare artefici di pace"
"L’abbraccio - sottolinea Papa Francesco - è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana. La vita dell’uomo si apre con un abbraccio, quello dei genitori, primo gesto di accoglienza, a cui ne seguono tanti altri, che danno senso e valore ai giorni e agli anni, fino all’ultimo, quello del congedo dal cammino terreno. E soprattutto è avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama per primo e non smette mai di stringerci a sé, specialmente quando ritorniamo dopo esserci perduti, come ci mostra la parabola del Padre misericordioso"
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