"Più che soffiare sulla paura – sottolineano i presuli della Cei -, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti del decreto, la Chiesa tutta sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese"
"Siate costanti - ricorda monsignor Tommaso Valentinetti, citando la lettera di San Giacomo apostolo -, siate pazienti, abbiate la calma e la costanza di vivere la vostra vita giorno per giorno. Guardate l’agricoltore, è paziente, aspetta che il frutto arrivi. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina, è più vicina di duemila anni fa, è più vicina di ieri, ogni giorno che passa è sempre più vicina, ma dobbiamo avere il coraggio della perseveranza in questa vita con la fede, non lamentandoci gli uni degli altri, ma prendendo come modello di sopportazione e costanza i profeti"
"La pandemia – ricorda monsignor Antonello Mura, presidente della Conferenza episcopale sarda - ci ha offerto esempi di abbracci che, pur non passando dal corpo, hanno evidenziato gesti di straordinaria umanità. Troppi criteri, economici, finanziari, politici e sociali escludono persone, alle quali purtroppo non resta altro che gridare il distanziamento imposto loro, da chi decide le sorti della società. Sono in tanti che ci vengono incontro, cercando l’abbraccio della fraternità. Hanno problemi di salute o di futuro, vengono da vicino e da lontano, sono costretti ad elemosinare attenzioni perché tenuti fuori dall’agenda dei programmi da realizzare"
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