"Non solo attenzione a promuovere la produzione e trasformazione dei prodotti made in Italy - precisa don Marco Pagniello -, ma anche capire in che direzione vanno i bisogni della gente. Se si vuole uscire dall’assistenzialismo questa è una strada obbligata. E ci auguriamo che in futuro da questa attenzione si parta, per individuare urgenze e priorità a beneficio delle famiglie in difficoltà e del Paese tutto"
"Dopo la significativa assegnazione del premio Nobel per la pace al World Food Programme – riflette Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la fame -, occorre adesso sostenere, concretamente, i programmi promossi da chi, da decenni, opera con l’obiettivo di ridurre l’insicurezza alimentare determinata non solo dai conflitti in corso ma anche dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze socioeconomiche e dall’attuale emergenza coronavirus"
"Essi - denuncia Porte aperte/Open doors - vengono additati come diversi, sono vittime di bullismo, vengono penalizzati negli esami e nelle valutazioni o si vedono negata una borsa di studio"
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