"Le società - denuncia il Papa - adottano forme anomiche (carenza di leggi) de facto, specialmente in relazione alle leggi che regolano i diritti sociali, e lo fanno con argomentazioni diverse. sorgono delle voci che cercano di “spiegare” che i diritti sociali sono “vecchi”, sono obsoleti e non hanno nulla da contribuire alle nostre società. In tal modo, confermano le politiche economiche e sociali che guidano i nostri popoli all’accettazione e alla giustificazione della disuguaglianza e dell’inganno"
"La cultura dello scarto dice - afferma il Papa -: “ti uso finché mi servi; quando non mi interessi più o mi sei di ostacolo, ti butto via”. E si trattano così specialmente i più fragili: i bambini non ancora nati, gli anziani, i bisognosi e gli svantaggiati. Ma le persone non si possono buttare via, gli svantaggiati non si possono buttare via! Ciascuno è un dono sacro, ciascuno è un dono unico, ad ogni età e in ogni condizione. Rispettiamo e promuoviamo la vita sempre! Non scartiamo la vita!"
Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana ha garantito che le relazioni finali dei cinque gruppi, considerate ricche di spunti, suggerimenti e prospettive costituiranno il punto di partenza della nostra prossima riflessione e progettazione: "Nessuno si augura - precisa - che esse rimangano pagine scritte; devono invece essere recepite e discusse, traducendosi in azioni e propositi d’azione"
Scrivi un commento