"Milioni di persone - denuncia il Pontefice - vivono tuttora al centro di conflitti insensati. Anche in luoghi un tempo considerati sicuri, si avverte un senso generale di paura. Siamo frequentemente sopraffatti da immagini di morte, dal dolore di innocenti che implorano aiuto e consolazione, dal lutto di chi piange una persona cara a causa dell’odio e della violenza, dal dramma dei profughi che sfuggono alla guerra o dei migranti che periscono tragicamente"
"Dobbiamo forse ripensare la nostra evangelizzazione - esorta l'arcivescovo Valentinetti -. Dobbiamo ripensare la nostra testimonianza, dobbiamo ripensare il nostro impegno ecclesiale, perché altrimenti è bello onorare i santi, ma onorarli e non portare la parola di vita - che i santi hanno vissuto e per cui hanno dato la vita - serve a poco"
"Ad animare quest’opera di rinnovamento - precisa il Papa - dev’essere la ferma convinzione che tutti i Pastori sono costituiti per il servizio al Popolo santo di Dio, al quale essi stessi appartengono in virtù del sacramento del Battesimo. Di qui la necessità, per i vescovi, di mettersi in ascolto del “sensus fidei” del “popolo di Dio”, previa una consultazione quanto più possibile capillare dei fedeli"
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