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Ucraina: “La nostra voce sale a Dio perchè l’inutile strage sia fermata”

"Le guerre – riporta Bassetti - sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. E siamo raggiunti anche da immagini di una popolazione che, da un giorno all’altro, ha perduto la propria quotidianità, la propria casa, la propria famiglia ed è stata costretta a separarsi dai propri cari, a lanciarsi in una fuga per la salvezza, a rischio della vita"

Lo ha affermato il presidente della Cei al Consiglio episcopale permanente in corso a Roma

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, introduce i lavori del Consiglio episcopale permanente - Foto Siciliani-Gennari/SIR

Si concluderà oggi a Roma il Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana avviato lunedì: «Ci ritroviamo insieme mentre alle porte dell’Europa una guerra devastante sta seminando terrore, morte e distruzione – afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nell’introduzione -. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e a quanti sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un luogo sicuro. Uniamo la nostra voce a quella del Santo Padre, affinché in nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi. La nostra voce sale a Dio perché questa “inutile strage” del nostro tempo sia fermata. L’umanità implora un’alba nuova: “Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra”».

Quindi il porporato ha ringraziato quanti si stanno spendendo per accogliere i profughi ucraini: «Di fronte alla fuga di milioni di persone, soprattutto donne e bambini – sottolinea -, esprimiamo il nostro vivo e sincero ringraziamento a quanti, in Italia e in tanti altri Paesi, sono impegnati a dare forma e anima all’accoglienza. È una testimonianza di carità e di fraternità che diventa impegno concreto per un futuro di pace contro il virus dell’egoismo e dell’indifferenza».

Intanto, con protagonisti diversi, la storia torna a ripetersi in Europa: «La grave crisi internazionale che stiamo vivendo per via del conflitto in Ucraina – osserva il cardinale Bassetti – evoca per l’Europa il fantasma di un passato che si riteneva ormai definitivamente archiviato. Invece le bombe, la distruzione, le morti ucraine e russe, la devastazione di queste ultime settimane ci hanno messo di fronte a un pericolo, a una minaccia, sempre in agguato. Di qui la drammatica verità delle parole del Papa nell’Angelus: “Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego, perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia».

Inoltre, il presidente della Cei ha ringraziato gli operatori della comunicazione per il loro lavoro: «Grazie alle testimonianze di giornalisti e operatori della comunicazione – riconosce -, pericolosamente in prima linea per documentare gli accadimenti, ci arrivano le notizie di migliaia di morti, gran parte dei quali sono civili».

Quindi ancora una condanna, mutuando le parole del Papa: «Le guerre – riporta Bassetti – sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. E siamo raggiunti anche da immagini di una popolazione che, da un giorno all’altro, ha perduto la propria quotidianità, la propria casa, la propria famiglia ed è stata costretta a separarsi dai propri cari, a lanciarsi in una fuga per la salvezza, a rischio della vita. Senza dimenticare le persone fragili, i malati e i minori soli, più vulnerabili che mai, totalmente dipendenti dall’aiuto di qualcun altro».

About Davide De Amicis (3876 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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