Ultime notizie

“La pace inizia da noi ed è l’unico futuro possibile”

"I poveri non devono essere considerati oggetto di interesse – precisa il presidente dei vescovi italiani -, ma riconosciuti come fratelli. Amiamo il povero per com’è, non come noi pensiamo debba essere"

Lo ha affermato ieri il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, presiedendo la santa messa nella solennità di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia

Il cardinale Matteo Zuppi - (Foto Calvarese/SIR)

Quella di ieri è stata una solennità di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia unitamente a San Caterina da Siena, come tutte le altre essendo divenuta festa nazionale. Come ogni anno è stato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, a presiedere la santa messa nella Basilica superiore del Santo ad Assisi.

Nella sua omelia, uno dei passaggi principali ha riguardato la promozione della pace: «La guerra – afferma il cardinale Zuppi – non è un destino e la pace inizia da noi ed è l’unico futuro possibile». Per costruirla, il porporato ha richiamato proprio l’esempio del Poverello di Assisi: «Frate Francesco – ricorda il presidente della Cei, richiamando l’episodio accaduto a Gubbio – disarma il lupo chiamandolo frate. La pace non si realizza con le armi, ma attraverso il dialogo e il diritto».

Quindi il cardinale ha riproposto l’appello di San Francesco ai governanti, affinché scelgano la pace: «Non c’è tempo da perdere – cita Zuppi -, perché la sofferenza è enorme». Il celebrante ha poi indicato come alternativa al “diritto della forza”, la forza del diritto invitando all’azione «operatori umili e architetti umili di pace. Solo se la pace è con tutti è davvero pace». Quindi il cardinale Matteo Zuppi ha invitato a guardare all’esempio del patrono d’Italia nel modo giusto: «Non riduciamo San Francesco a noi – invita il porporato -, ma seguiamolo per sentire nostro il mondo e ogni popolo. Francesco non aveva paura di incontrare tutti e di essere vicino a chiunque, non con la spada, ma con il dialogo, fratello senza supponenza e distanza».

Nella sua omelia l’arcivescovo di Bologna, guardando al valore della povertà francescana come scelta di libertà, ha ribadito quale dev’essere il rapporto con i poveri oggi: «Non devono essere considerati oggetto di interesse – precisa il presidente dei vescovi italiani -, ma riconosciuti come fratelli. Amiamo il povero per com’è, non come noi pensiamo debba essere».

A fine omelia, il porporato ha anche esortato a guardare alla figura di San Francesco come modello di fraternità, pace e apertura universale: «Laudato si’ – rilancia Zuppi – perché frate Francesco continua a donarci pace e a insegnarci a essere operatori di pace. Solo se la pace è con tutti è davvero pace». Infine un riferimento alla lampada votiva sulla tomba del Santo, ieri accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutti i Comuni, le Provincie e le Regioni italiane: «Accendiamo la lampada del nostro cuore e quella di tutto il nostro Paese», conclude il presidente della Cei rivolgendo un pensiero ai Comuni delle aree interne, ritenuti custodi di radici che possono ancora generare “vita e futuro”.

About Davide De Amicis (4884 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*