“Quello che resta di noi”: il film ispirato a San Carlo Acutis domani a L’Arca
Con questo film - afferma Simone Riccioni, uno dei due registi - vogliamo dire che c'è sempre l'occasione di potersi rialzare – sottolinea Riccioni -, di poter ripartire. Quindi il nostro è un augurio a tutti quanti di tornare ad essere originali, perché siamo nati originali e dobbiamo anche tornare dal nostro Padre eterno originali"
Simone Riccioni, regista e attore protagonista del film "Quello che resta di noi"
Dopo “La ballata dei gusci infranti” e “Neve” si intitola “Quello che resta di noi” il nuovo film diretto da Emilio Mercanti e Simone Riccioni, che uscirà in tutti i cinema da giovedì 29 ottobre ma che verrà proiettato in anteprima domani – mercoledì 28 ottobre – al Multiplex Arca di Villa Raspa di Spoltore.
La proiezione del film è promossa dalla Pastorale giovanile dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne che, al termine della visione, darà vita ad un momento di dibattito con il pubblico sui temi della pellicola con la possibilità di fare domande al cast, composto dagli attori Simone Riccioni, Riccardo Andreucci, Linda Campana, Lorenzo Miccini, Letizia Trivelli, Anita Lanciotti e Giovanni Lambertucci (affiancati da Francesco Pannofino non presente) presente in sala: «Il film – spiega Simone Riccioni – nasce partendo da una domanda che ci siamo fatti insieme all’altro regista, Emilio Mercanti, ovvero “siamo davvero disposti a perdere noi stessi per adattarci a ciò che ci dice il mondo?” La nostra risposta è stata “no” perché abbiamo ripreso una frase bellissima di San Carlo Acutis, “Tutti nasciamo originali, molti muoiono fotocopie”. È un film estremamente semplice. Parte da sette ragazzi, ognuno con le proprie maschere, con i propri scheletri nell’armadio, con le proprie difficoltà nel mondo. C’è il ragazzo che balbetta, quello che sta sempre davanti ai social network, quello che non vuole uscire dalla stanza perché ha il problema dell’Hikikomori. Poi si trovano magicamente dentro una casa, in cui si narra ci sia il fantasma della contessa e ci sia un tesoro nascosto. E loro iniziano questa caccia al tesoro. Infatti la prima parte del film è mistery, la seconda parte diventa commedia. Siamo voluti partire da questo incipit per guardare la trasformazione di questi ragazzi che, a un certo punto, dovranno buttare giù le maschere».
Tutto questo per lanciare un messaggio importante: «Vogliamo dire che c’è sempre l’occasione di potersi rialzare – sottolinea Riccioni -, di poter ripartire. Quindi il nostro è un augurio a tutti quanti di tornare ad essere originali, perché siamo nati originali e dobbiamo anche tornare dal nostro Padre eterno originali. Per questo “Quello che resta di noi” è proprio un titolo che ci fa pensare a cosa resta di noi quando restiamo soli con le nostre fragilità, con i nostri dolori, con le nostre difficoltà, dove ci aggrappiamo, dove andiamo».
Un film, dunque, profondamente ancorato a valori cristiani che la Pastorale giovanile ha voluto promuovere al meglio: «Noi – ricorda Federica Fiorda, coordinatrice della Pastorale giovanile – abbiamo sempre creduto tanto in Simone Riccioni e crediamo profondamente nel suo messaggio e nel suo lavoro. Non a caso, questo è il suo terzo film che abbiamo portato qui a Pescara. Crediamo in lui, nella sua capacità di cinema, di parlare ai giovani, suscitare domande, lasciare qualcosa nel cuore e poi la risposta del pubblico è stata davvero positiva. Siamo infatti praticamente vicinissimi al sold out ed è un segnale bello, perché ci conferma di quanto ci sia bisogno di occasioni di incontro e di riflessione».





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