Il Pontefice si è ulteriormente raccomandato con i padri sinodali, affinché «non trasformino - ammonisce il Papa - i nostri contributi in puntigli da difendere o agende da imporre, offrendoli come doni da condividere, pronti anche a sacrificare ciò che è particolare, se ciò può servire a far nascere insieme qualcosa di nuovo secondo il progetto di Dio. Altrimenti finiremo per chiuderci in dialoghi tra sordi, dove ciascuno cerca di tirare acqua al proprio mulino senza ascoltare gli altri, e soprattutto senza ascoltare la voce del Signore"
"Insieme ad Anna Maria - racconta don Giuseppe Raciti - Marcello ha accolto tutti, a partire dalla generazione delle due figlie e delle due ragazze-madri adottate a casa loro. E poi nessuno escluso, poveri, senzatetto, disabili, emarginati e scartati. Il loro non era assistenzialismo, ma promozione umana"
"Accanto agli insegnanti, secondo me - propone don Claudio Burgio -, in ogni classe andrebbe aggiunto un educatore. Perché quest’ultimo può creare quelle condizioni per l'apprendimento, che passano attraverso una serenità nei rapporti, una non-tensione-ansia rispetto, così anche alla prestazione che uno deve compiere. È quindi fondamentale creare un ambiente scolastico, di classe, di gruppo sano, in cui ogni ragazza e ragazzo possa esprimersi senza l'ansia di essere giudicato"