"Una donna straordinaria - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - perché, nella sua fragilità fisica, esprimeva una potenza d'amore fuori del comune. Del resto, la sua fibra molto forte che l'ha accompagnata fino a quasi 107 anni, è stata il segno della sua grande volontà di vivere e soprattutto di dare la vita per il Signore e per le persone a cui lei è stata mandata, prima in Africa come missionaria comboniana e poi qui come animatrice della carità"
"I vescovi - ricorda don Antonio Del Casale - insistono che questo momento di pandemia non dev’essere solo un momento di disperazione, di negativo in tutto. Cogliamo le provocazioni, cerchiamo di portarci anche oltre il momento che viviamo per riprenderne tutti gli aspetti migliori e poterli poi addirittura implementare in futuro"
"Voglio proprio invitare - conclude Padre Luca Di Panfilo, parroco della Madonna dei sette dolori - i figli spirituali di Padre Pio, tutti i cittadini pescaresi, tutti i cittadini abruzzesi e non solo, a pregare con fervore davanti alla reliquia perché Padre Pio, rappresentato da questa parte del suo corpo. Di affidare a lui tutte le pene, le preoccupazioni, le difficoltà che ci sono in questo momento e chiedere a lui veramente la conversione del cuore. Chiedere a lui un un'abbondante grazia per la propria vita e di chi si affida appunto alle nostre preghiere. Sono sicuro che Padre Pio ascolterà in modo particolare le invocazioni che, con passione e fiducia, gli saranno rivolte dai suoi fedeli"
"Dobbiamo tornare ad essere figli - esorta l'arcivescovo Valentinetti -, dobbiamo tornare a scuola, dobbiamo tornare a scuola del Signore, dobbiamo tornare alla scuola della Parola, dobbiamo tornare alla scuola della preghiera, dobbiamo tornare alla scuola dei fondamenti, se vogliamo che questa società possa – in qualche modo – non dirsi cristiana – perché non lo è più -, ma dirsi in cammino grazie a questa nostra azione di servizio e di fiumi di Spirito Santo che devono scendere sulla vita della comunità"