Il Giorno della Memoria, a detta degli esperti, sta lentamente scivolando verso un’accezione essenzialmente formativa e scolastica: "Correndo il rischio - concludono i ricercatori - di essere vissuto sempre meno come un qualcosa di coinvolgente e significativo. Un evento ancorato al passato e non all’oggi, che va ricordato per la sua valenza formativa, ma che rischia di perdere di vitalità rispetto al presente"
"Lo Spirito Santo precede tutti noi - spiega Valentinetti -, ma dobbiamo avere il coraggio di affinare molto bene la nostra attenzione all’azione dello Spirito che ci precede, precede la vita della Chiesa e le dà la possibilità di realizzare nel tempo e nella storia le grandi opere della salvezza"
"Se usciamo dalla Messa uguali a come ci siamo entrati – avverte il Santo Padre -, c’è qualcosa che non va. L’Eucaristia è la presenza di Gesù, è profondamente trasformatrice. Gesù viene e ti deve trasformare. In essa è Cristo che si offre, che si dona per noi, che ci invita a lasciare che la nostra vita sia nutrita da lui e nutra quella dei nostri fratelli e sorelle"
"Questo interessa al Signore – spiega il Papa -. Stare al centro dei nostri pensieri, diventare il punto di riferimento dei nostri affetti; essere, in poche parole, l’amore della nostra vita. Non le opinioni che noi abbiamo su di Lui: non interessa, a Lui. Gli interessa il nostro amore, se Lui è nel nostro cuore. I Santi che festeggiamo oggi hanno fatto questo passaggio e sono diventati testimoni. Il passaggio dall’opinione ad avere Gesù nel cuore: testimoni. Non sono stati ammiratori, ma imitatori di Gesù. Non sono stati spettatori, ma protagonisti del Vangelo. Non hanno creduto a parole, ma coi fatti"
"Oggi la nostra madre Terra geme – avverte il Papa - e ci avverte che ci stiamo avvicinando a soglie pericolose. Voi siete forse l’ultima generazione che ci può salvare, non esagero"
(c) 2010-2014 - La Porzione ... nel frammento, tutto! - Iscritta al Registro speciale stampa del tribunale di Pescara n. 26/2010