"Sappiamo molto bene che pensare insieme non è facile e non significa rinunciare alla propria idea - precisa monsignor Tommaso Valentinetti -, ma significa avere la capacità di saper trovare le logiche integrative, i pensieri diversi che però si possono unire. Ma non per nostra capacità o per buona volontà, ma perché se ci mettiamo dentro questa logica di ascolto di un lev shomea, sarà il Signore a fare tutto questo, non saremo noi"
"Per arrivare ai risultati di oggi - racconta il Papa - siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno"
Il Pontefice si è ulteriormente raccomandato con i padri sinodali, affinché «non trasformino - ammonisce il Papa - i nostri contributi in puntigli da difendere o agende da imporre, offrendoli come doni da condividere, pronti anche a sacrificare ciò che è particolare, se ciò può servire a far nascere insieme qualcosa di nuovo secondo il progetto di Dio. Altrimenti finiremo per chiuderci in dialoghi tra sordi, dove ciascuno cerca di tirare acqua al proprio mulino senza ascoltare gli altri, e soprattutto senza ascoltare la voce del Signore"
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