"Se io sono di buon cuore, così come lo è la Chiesa - osserva Lucia Maiolino - è facile che io possa accogliere nelle parrocchia o nel mio gruppo parrocchiale un soggetto con disabilità o con disabilità cognitiva, ma poi c’è bisogno di includerlo tirando fuori le sue potenzialità e il buon cuore non ci spiega come fare"
"La nostra - ricorda monsignor Valentinetti - è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma se il lavoro non c’è o se il lavoro è precario o se il lavoro è bistrattato, o se il lavoro comincia a diventare sempre meno specializzato e sempre più il risultato di una tuttologia di una capacità che si devono acquisire nella vita, chi di dovere possa impegnarsi a costruire la casa comune, la città comune, la nostra realtà nazionale, proprio sulla capacità di mettere a servizio degli altri le proprie energie lavorative"