"L'auspicio – conclude Giuseppe Di Donato, coordinatore diocesano del movimento - è che sempre più si riesca a far percepire il vero significato dell'esperienza del Curisillos. Permettere a persone, amici, conoscenti del proprio contesto di vita quotidiano, di trascorrere tre giorni di un ritiro (il piccolo corso breve), in cui riscoprire un po’ nella spiritualità ciò che sono i messaggi chiave della vita cristiana e poi viverli dove si possano trovare, con lo spirito di non tenere per sé la gioia dell'amore di Cristo per ciascun partecipante, ma di poterlo condividere con i suoi amici, con i suoi conoscenti e anche con persone che non la pensano allo stesso modo"
"Cerchiamo anche noi il Signore – conclude l'arcivescovo Valentinetti -. Non smettiamo di cercare. Possiamo essere contraddetti anche noi, ma non smettiamo mai di cercarlo. E non smettiamo di cercarlo nella sua umanità, perché Lui continui a stare in mezzo a noi e continui ad essere uno di noi"
In tanti piccoli semplici gesti quotidiani, proprio in quelli più ripetitivi e consuetudinarî, ogni uomo mostra di essere intriso di speranza. Nel nostro presente c’è già l’attesa del futuro, e quest’attesa costituisce la prova della nostra costitutiva capacità di sperare.
"Siamo consapevoli – osserva il presidente della Cei -, come pastori delle nostre Chiese, che la vitalità delle comunità, provata dalla pandemia, ha bisogno di essere rigenerata. Adulti, anziani, giovani, ragazzi, presbiteri e laici… Tutti dobbiamo imparare a prenderci cura gli uni degli altri, per dare corpo al Vangelo. Non è un sogno, ma un cammino ben preciso in piena comunione con Papa Francesco"
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