"La scelta dei poveri - precisa don Soddu - significa dare dignità al povero, riconoscendone la centralità come persona collocata nel contesto della società e della comunità cristiana che lo accoglie e fa famiglia con lui. È importante che i tanti semi gettati siano ora coltivati, perché possano dare frutti dentro una Chiesa che continua a scrivere la sua storia a partire dalle opere di carità e dalla scelta preferenziale dei poveri"
"Un credente animato di speranza e di carità – riconosce Papa Francesco -, competente giornalista e stimato uomo delle istituzioni che, in modo pacato e rispettoso, nelle pubbliche responsabilità ricoperte si è prodigato per il bene comune con rettitudine e generoso impegno, promuovendo con lucidità e passione una visione solidale della comunità europea e dedicandosi con particolare cura agli ultimi"
"Più che soffiare sulla paura – sottolineano i presuli della Cei -, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti del decreto, la Chiesa tutta sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese"
"Un saluto particolare ai fratelli e alle sorelle portatori di disabilità - e ai loro assistenti - che in questo giorno sono qui accorsi per fare il loro Giubileo della speranza - afferma monsignor Tommaso Valentinetti -. È la speranza di una vita bella, buona e felice, che vogliamo chiedere al Signore per noi, per le nostre famiglie, per le persone che hanno maggiori difficoltà e per tutta l'umanità. In particolare, una preghiera per i cardinali che tra qualche giorno si raduneranno in conclave per eleggere il nuovo Sommo Pontefice, perché si lascino sempre più guidare dalla grazia dello Spirito Santo"
"La collaborazione con Save the children – spiega don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana – è un’occasione propizia per mettere in comune ognuno la sua esperienza, nell’ottica della promozione dei diritti dei bambini e del bene delle famiglie"
(c) 2010-2014 - La Porzione ... nel frammento, tutto! - Iscritta al Registro speciale stampa del tribunale di Pescara n. 26/2010