“Affidiamo la vita a Gesù perché non ci sia più morte, ma dialogo e pace”
"Gesù - ricorda monsignor Valentinetti - sta morendo ancora una volta. A noi il compito di affidare a Lui la nostra vita, perché non ci sia più uccisione e morte, ma ci sia pace, dialogo, risurrezione e vita. Amen"
L'arcivescovo Valentinetti impartisce la benedizione dei ramoscelli d'ulivo
Anche la Chiesa di Pescara-Penne, ieri mattina, è entrata nella Settimana santa con la santa messa della Domenica delle palme presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara, con l’animazione liturgica del Coro diocesano diretto da Roberta Fioravanti.

Dopo il rito introduttivo, concluso con la benedizione dei ramoscelli d’ulivo innalzati dai tanti fedeli presenti, il presule ha dapprima assistito alla proclamazione della Passione del Signore secondo l’evangelista Matteo (26,14-27,66), per poi riflettervi nell’omelia: «È una narrazione – spiega l’arcivescovo Valentinetti – che porta con sé tanti momenti, brutti e difficili, che gli uomini di questo mondo hanno perpetrato contro la persona di Gesù. Ma la Passione di Gesù non è conclusa. La Passione di Gesù continua ad essere presente nelle tante cattiverie e, purtroppo, nelle tante guerre che si stanno vivendo in questo periodo di tempo. Gesù è stato trafitto da chiodi, è stato flagellato, ha subìto le peggiori sorti di un condannato a morte ingiustamente. Ma ciò che sta accadendo nel mondo, le morti ingiuste di tante persone, di tanti bambini, i bombardamenti a tappeto senza discernimento, stanno rinnovando la passione di Cristo che è morto per la nostra salvezza. Tanti stanno morendo non per la salvezza di altri, ma per l’ignominia di altri».
Da qui l’esortazione dell’arcivescovo di Pescara-Penne: «Allora dobbiamo pregare insieme – conclude monsignor Valentinetti -, perché meditando il mistero della Passione possiamo far sì di diventare strumenti di pace noi per primi e poi sempre schierati dalla parte della pace. Non è giusto che si perpetuino momenti così terribili e così brutti. Dobbiamo avere il coraggio di essere operatori di pace in ogni momento. Il Salmo responsoriale ci ha fatto cantare: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Signore, perché abbandoni le persone innocenti, le persone semplici, umili”».

Quindi l’arcivescovo ha riportato una testimonianza: «Un giorno – narra il presule – chiesero a una persona deportata ad Auschwitz “dov’era Dio nel momento in cui morirono migliaia, milioni di persone”. E la risposta fu che “Gesù era a morire ancora una volta con quelle persone”. Gesù sta morendo ancora una volta. A noi il compito di affidare a Lui la nostra vita, perché non ci sia più uccisione e morte, ma ci sia pace, dialogo, risurrezione e vita. Amen».
Al termine della liturgia eucaristica solenne, è stato ricordato il prossimo appuntamento della Settimana santa, ovvero la messa crismale che l’arcivescovo Valentinetti presiederà ancora una volta nella Cattedrale di San Cetto mercoledì santo 1° aprile alle 19. Questa liturgia solenne, in cui il presule consacrerà gli olii sacri per impartire i sacramenti nelle parrocchie della diocesi e i sacerdoti rinnoveranno le loro promesse ministeriali, prevedrà la sospensione di tutte le sante messe serali in tutte le parrocchie. La messa crismale, tra l’altro, verrà trasmessa in diretta dall’emittente radiofonica diocesana Radio Speranza Inblu (sugli 87.60 Fm nella zona di Pescara-Penne, ovunque in streaming e in Abruzzo sulle radio Dab).



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